Se sei iscritto a una Cassa previdenziale, prova a rispondere senza guardare nulla: quanto prenderai di pensione, al mese, quando smetterai di lavorare?
La maggior parte dei professionisti che incontro non lo sa. E quando lo scopre, di solito, la cifra sorprende. In negativo.
Il problema: la pensione arriva, il reddito no
Per anni il sistema ha funzionato così: lavori, versi i contributi alla tua Cassa, e un giorno arriva la pensione. Sì, ma… quanto vale, rispetto a quello che guadagni oggi?
Per molti liberi professionisti la pensione attesa è molto più bassa del reddito di oggi. Le ragioni sono diverse: anni di contributi minimi a inizio carriera, redditi che variano molto da un anno all'altro, regole di calcolo che negli anni sono cambiate e che oggi legano sempre di più la pensione a quanto hai effettivamente versato.
Il risultato è una differenza tra il tenore di vita che hai e quello che potrai permetterti dopo. Quella differenza ha un nome: gap previdenziale.
Quanto può costare
Facciamo un esempio, puramente illustrativo. Un professionista oggi si porta a casa, al netto, circa 4.000 euro al mese. Dalla sua Cassa può aspettarsi una pensione di circa 1.600 euro al mese.
Per mantenere lo stesso tenore di vita mancano 2.400 euro al mese. Su vent'anni di pensione fanno oltre 570.000 euro. È la cifra che, in un modo o nell'altro, va messa da parte prima.
Il punto è il tempo. Lo stesso obiettivo, affrontato a 40 anni, si raggiunge con uno sforzo distribuito su molti anni. Affrontato a 58, richiede cifre molto più alte in pochi anni, o una rinuncia. Prima lo fai, meno ti costa.
Perché quasi nessuno lo fa per tempo
Non per disinteresse. Il motivo è che il problema non si vede: lo studio va, il reddito c'è, la pensione sembra lontana. E i documenti della Cassa non sono sempre facili da leggere.
In più, molti professionisti non sanno che esistono vantaggi fiscali previsti dalla legge per chi si costruisce una previdenza complementare. Vantaggi che, se non li usi anno per anno, non recuperi più.
Tre domande per capire a che punto sei
- Hai una stima, anche approssimativa, della pensione che ti darà la tua Cassa?
- Sai quanto ti servirà al mese per mantenere il tenore di vita che vuoi?
- Stai già usando i vantaggi fiscali che la legge prevede per la previdenza complementare?
Se la risposta a una di queste è «no» o «non lo so», non sei in ritardo: sei nella situazione della maggior parte dei tuoi colleghi. Ma è il momento giusto per guardarci.
Parliamone
Nel primo incontro conoscitivo, di circa un'ora e senza impegno, facciamo insieme questo calcolo: la pensione attesa, quella che ti servirà e la differenza tra le due. Poi decidi tu, con calma, se e come colmarla.
Esempio illustrativo: le cifre non si riferiscono a casi reali, non rappresentano una stima per nessuna Cassa in particolare e non costituiscono consulenza. Ogni situazione va valutata singolarmente, sulla base dei dati della propria Cassa di previdenza.