Una domanda che faccio spesso agli imprenditori: se domani l'azienda attraversasse un momento difficile, la casa e i risparmi della tua famiglia sarebbero al sicuro?
Quasi tutti rispondono di sì. «Ho una SRL, la responsabilità è limitata.» Sì, ma… quando poi guardiamo insieme le carte, la risposta cambia spesso.
Il confine è più sottile di quanto pensi
Per oltre vent'anni sono stato dall'altra parte della scrivania, in banca, anche come direttore di filiale. E ho visto da vicino come, nella pratica, il patrimonio della famiglia finisca legato a quello dell'azienda senza che nessuno l'abbia davvero deciso. Succede quasi sempre in uno di questi modi:
- Garanzie personali firmate anni fa. Per ottenere un fido o un finanziamento, la banca chiede spesso la firma personale del titolare, a volte anche del coniuge. Il finanziamento magari è stato rimborsato, ma la garanzia resta in piedi. E copre anche i debiti futuri.
- Beni intestati senza un criterio. La casa, un immobile messo a reddito, le quote di un'altra società: spesso sono intestati a chi era comodo in quel momento, non a chi conviene oggi.
- Conti che si mescolano. Prestiti dei soci mai formalizzati, spese della famiglia pagate dall'azienda e viceversa. Finché va tutto bene nessuno ci fa caso. Quando qualcosa va storto, è difficile dire cosa appartiene a chi.
Quanto può costare
Facciamo un esempio, puramente illustrativo. Un imprenditore ha una SRL e, anni fa, ha firmato una garanzia personale per un fido aziendale. Oggi l'azienda attraversa un periodo difficile e non riesce a rientrare dall'esposizione verso la banca.
In quel momento la responsabilità limitata della SRL conta poco: la banca può rivolgersi direttamente a lui. E il patrimonio della famiglia, compresa la casa, diventa parte della trattativa.
Il punto non è che le garanzie siano sbagliate: spesso sono l'unico modo per ottenere credito. Il punto è firmarle sapendo cosa si mette in gioco, e organizzare il resto del patrimonio di conseguenza.
Proteggere non significa nascondere
Proteggere il patrimonio della famiglia non vuol dire sottrarlo a qualcuno. Vuol dire organizzarlo: capire cosa è esposto ai rischi dell'attività e cosa no, e scegliere per tempo gli strumenti che la legge mette a disposizione per separare le due cose.
C'è una condizione: va fatto quando le cose vanno bene. Le stesse scelte, fatte quando l'azienda è già in difficoltà, possono non servire più o essere contestate. Ed è un lavoro da fare insieme al proprio commercialista e, quando serve, al notaio.
Cinque domande per capire a che punto sei
- Sai quali garanzie personali hai firmato, per quali importi e se sono ancora attive?
- Il tuo coniuge ha firmato garanzie per l'azienda?
- La casa di famiglia a chi è intestata, e perché?
- I conti dell'azienda e quelli della famiglia sono davvero separati?
- Se l'azienda avesse un anno difficile, quale parte del tuo patrimonio resterebbe fuori dal rischio?
Se a qualcuna di queste domande la risposta è «non lo so», vale la pena fermarsi a guardare.
Parliamone
Nel primo incontro conoscitivo, di circa un'ora e senza impegno, mettiamo in fila la situazione: cosa è legato all'azienda, cosa no e dove sono i punti scoperti. Poi decidi tu, con calma, se e come intervenire.
Esempio illustrativo: i casi descritti non si riferiscono a situazioni reali e non costituiscono consulenza. Ogni situazione va valutata singolarmente, con il supporto del proprio commercialista e del notaio.